Bienno ai giardini…ToT

Un articolo scritto da 1°A 1°B e 1°C IC Romanino di Bienno

(ToT) vuol dire che sto piangendo perchè siamo troppo disubbidienti…si poteva intuire…

Quando la scuola secondaria G. Romanino è andata a Sellero per visitare i giardini del SE ha fatto un tuffo nel passato oltre che nell’acqua…perchè??? La ragione è che a Sellero c’era la vasca di accumulo di una centrale idroelettrica. Appena arrivati abbiamo fatto una lunga camminata per vedere le tubature dell’acqua, nelle quali eravamo entrati, nei posti più sperduti…e sempre in tema acqua…

1'B di Bienno a Sellero
la protezione prima di tutto 🙂

visita alla vasca SEB

Un acquazzone ci ha accompagnato fino al museo “Tre torri”.

Ehi voi, compagni, cosa avete fatto in questa giornata acquosa???

Abbiamo visto un power point creato dalla professoressa Moreschi, parlante della costruzione dell’orto verticale posizionato nell’aula di scienze della scuola secondaria di Bienno…la classe che ha collaborato di più è la 1’B.

Poi abbiamo proseguito  il tour con un tuffo nel passato delle fornaci con l’ aiuto degli stereoscopi. Gli stereoscopi sono degli strumenti che servono per sovrappore due immagini come fossero una sola.

foto di una bambina con in mano uno stereoscopio.

Con l’ausilio di questi strumenti abbiamo rivissuto il passato della fabbrica, come quando spostavano la calce e il carbone dalle montagne fino alle fabbriche. Con la teleferica portavano il materiale, il calcare della Concarena formatosi con i resti dei fondali marini nella preistoria.

Presso il Centro 3t abbiamo fatto anche un laboratorio sull’energia: prima abbiamo realizzato un piccolo modello della famosissima pila di Volta utilizzando dei semplici materiali quali un pezzo di sughero, uno stuzzicadente, anelli di rame e zinco e della carta imbevuta col succo di limone.

pila di Volta

ciao a tutti alla prossima puntata…….

 

Semenzaio per il nostro orto verticale

Scritto dalla 1°A e 1°B dell’Ist. secondario di primo grado di Esine

Preparazione del semenzaio nella terra

Abbiamo preparato dei vasetti con al’interno terra mescolata con sabbia, poi abbiamo scelto dei semi tra cui la calendula il basilico i fagioli i piselli insalata e il guado. Successivamente abbiamo bucato una bottiglietta per annaffiare le piccole piante e poi abbiamo osservato la loro crescita bagnandole ogni giorno.

Preparazione di un semenzaio usando un sostrato contenitivo di lana:

1- Abbiamo preso della terra, l’abbiamo mischiata con della sabbia e abbiamo mescolato finché non era compatta.
2- Abbiamo preso una cassetta abbiamo messo uno strato di lana e sopra della terra.
3- A questo punto abbiamo piantato nella terra dei semi di lattuga e guado.
4- Abbiamo fatto dei fori in alcune bottiglie piene d’acqua per utilizzarle come annaffiatoio.
5- Ogni giorno abbiamo bagnato le nostre piantine e dopo una settimana circa sono cresciute.

Preparazione di un vaso di riciclo con serbatoio per l’acqua:

1- Prendere un tappo e fare 5 fori.
2- Prendere una bottiglia e tagliarla a metà.
3- Rimettere il tappo alla bottiglia.
4- Mettere la parte superiore a imbuto nella parte inferiore.
5- Mettere nell’imbuto le palline di argilla espansa.
6- Mettere la terra sopra le palline di argilla.
7- Mettere una o più piantine all’interno della terra.
8- Riempire la parte inferiore della bottiglia con dell’acqua fin ad arrivare al tappo e innaffiare la piantina.

vaso con serbatoio acqua riciclovaso con serbatoio acqua, riciclovaso con serbatoio acqua riciclo

 

 

 

 

 

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L’impianto idraulico dell’impianto idroponico di Malegno

Scritto dalla 1a di Malegno

La raccorderia che serve è

  • quattro T, sono quelle che collegano le varie parti dei tubi ed erogano acqua a caduta
  • una L che collega fra loro due parti di tubo, di cui uno alla pompa d’acqua a pressione.

Le misure delle T sono sono  7 x 3 cm diametro 16 mm tranne una un po’ più piccola che verrà messa per prima, dal lato della pompa.
Le misure della L sono di 4 x 5,5 cm diametro 16 mm.
Il tappo alla fine dell’impianto misura 3,6 cm diametro 16 mm..

Il pannello interno alla struttura lignea è di 97 cm circa di larghezza e alto 120 cm circa. Il tubo trasparente che collega la L al regolatore di pressione dell’acqua è di 29,3 cm. La pompa a pressione invece è da 3 L. Il tubo che collega ogni T è di 18 cm.

L’impianto è costruito così

Una volta riempito il feltro (vedi articolo LINK) e costruito l’impianto idraulico, si inserisce il pannello di feltro nella struttura lignea incastrandolo nella rete elettro-saldata.

A questo punto siamo pronti per piantumare!

 

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ORTO VERTICALE, VI INSEGNIAMO COME FARE! parte 1

Scritto dalla 1°a e 1°b di Borno

Ciao a tutti, oggi vi insegneremo come fare a realizzare un orto idroponico verticale…oggi la prima parte.

Materiali: feltro agugliato; lana sucida; un po’ di terra; stecche di legno forate; rondelle; bulloni; dadi.

Per montare il tutto serve un punteruolo.

Fase 1

Tagliare 4 tubolari di feltro per un totale di 1,15 m.

Fase  2

Procurarsi dei velli di lana sucida da un pastore e poi cardarla  lievemente a mano.

Fase 3

Procurarsi del terriccio e mescolarne una piccola quantità con la lana. Le radici riconoscendo nel terriccio il proprio normale substrato di crescita si sviluppano più rapidamente.

Fase 4

Mettere il tutto nei tubolari di feltro agugliato e  chiudere il fondo con delle pinze o mollette.

Fase 5 

Prendete delle stecche di legno forate e posizionatele sulle cuciture dei tubolari.  Mettetene una sotto il feltro e una sopra, in modo che i buchi coincidano. Forate il feltro in corrispondenza dei buchi; inserite un bullone con una rotella e  chiudete avvitando ogni bullone con un dado e relativa rondella. Ripetere l’operazione per tutte le cuciture.

 

Chiaramente prima di tutto bisogna costruire il semenzaio!

Per costruirlo bisogna mischiare del terriccio, dell’argilla espansa e della sabbia. Mettere il tutto nei vasetti e aggiungere i semi. La quantità di semi dipende dalla grandezza del seme stesso: se sono grandi se ne mettono 1 o 2, se sono piccoli se ne mettono a quantità maggiore. Ad esempio le cipolle vengono messe in superficie ma in un contenitore più grande.

Per poter innaffiare  senza far muovere ed affogare i semi si prende una bottiglia e con una puntina si fanno dei buchi in cima alla bottiglia. Per non far morire le piante bisogna bagnarle ogni 2 giorni circa.

Acquaponica e orto terapia

…siamo al terzo modulo acquaponico allestito?! è giunto il momento di condividere qualche frame.

ma non solo 🙂

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Idroponica prima…con Mantegna

Certo, che Andrea Mantegna sia nato prima di Romanino è un dato inequivocabile… eppure quando il primo morì, a Mantova, il secondo, a Brescia, era già in piena maturità, un ventunenne pronto a esordire! E così anche per noi l’IC Romanino di Bienno è stata una collaborazione “matura”, preparata grazie ad un percorso pregresso, avvenuto all’interno dell’Istituto turistico alberghiero Mantegna di Brescia. Ma che cosa c’entra? il Rinascimento c’entra sempre! lavoriamo con il ciclo naturale o no?

Dunque c’è tutta una storia da raccontare, che “I giardini del se” hanno ereditato e …coltivano. Cerchiamo di rendergli giustizia.
I compagni di lavoro e sperimentazione sono i ragazzi del laboratorio degli apprendimenti; la location, per essere in città, davvero invidiabile: un orto con serra in area bonificata dai lasciti della Caffaro.
L’istituto accoglie con la targa “nulla ti mancherà se hai un giardino accanto alla biblioteca” e a noi non manca proprio niente.

La collaborazione fra l’associazione P.I.R. e l’istituto è partita grazie a Fondazione Cariplo (il tirocinio del nostro corso da ortoterapisti), e proseguito con il sostegno di Fondazione della Comunità Bresciana, in collaborazione con Cooperativa Azzurra.
L’obiettivo è avviare percorsi di orientamento e occupazionalità di studenti con Bisogni Educativi Speciali. Il sogno futuristico/futuribile? una piccola squadra di operatori che gestiscano gli orti didattici nel periodo estivo. Di questi orti, alcuni in esterni esisto già nelle scuole della provincia, mentre quelli in interni stanno nascendo ora, sotto il nome di “Giardini del se”, con l’aiuto di Enel Cuore Onlus. Una cordata di enti che ci ha sorretti in un cammino che comincia a essere percorso.

Un gruppo di utenti della cooperativa, dopo una serie di incontri durante i quali hanno lavorato con noi alla nascita del centro di orto terapia di Sellero, ci aiutano – in una dinamica peer to peer- con i ragazzi dell’istituto. Ci  accompagnano nel lavoro con il mondo vegetale cercando di acquisire nuove abilità e consapevolezze.
Ma d’inverno, l’orto terapia ha un problema …condiviso da pianura e montagna: il freddo. Ecco perchè abbiamo lavorato alla nascita dei moduli per la coltivazione indoor.
Quelli dell’Istituti Mantegna hanno anche trovato uno sponsor, la ditta Prisma Srl.


Ormai ci incontriamo più o meno ogni due settimane, affrontando insieme momenti legati alla manutenzione: capire e far fronte alla continua trasformazione che gli esseri viventi – dei quali sono custodi i nostri apprendisti operatori del verde – compiono.

E se in questo percorso, più declinato all’occupazionalità, non si può parlare in modo specifico di orto terapia, sicuramente un aspetto emerge come preminente, quello relazionale. Una sperimentazione che guarda alla creazione di soluzioni per convivere con i limiti che lo stare al mondo ci impone, tentando incontri inediti: la lana con i vegetali, l’indoor scolastico con l’agricoltura, la città con i pastori….l’arte con l’orticoltura.

F. C.

The eye sees everythings!!!

… è con questo motto, scritto su un foglietto di carta, che il gruppo interclasse ci lascia, alla fine della terza giornata dei “Giardini del se”, in balia del riordino dei materiali usati!
E’ la settimana della creatività delle scuole secondarie di primo grado di Bienno e Berzo inferiore, media Valcamonica; luoghi rinomati per antiche fucine, borghi in pietra, eremi e affreschi cinquecenteschi di rara bellezza.
Qui ogni anno, per una settimana, ci si dedica ad esplorare un altro modo di stare a scuola. La nostra occasione per avviare “I giardini del se”.
Cosa sono i giardini del se? chiedo loro, le risposte sono state, vado per ordine, “che non si sa cosa si farà” sembra di buon auspicio…il più impegnato: “giardino del pensiero” caspita siamo ai giardini di Academo; poi “se mi tratti bene io cresco”, e in fine “essere se stessi”.
C’è da temere di non essere all’all’altezza…e “se” lo fossimo? e se no?

Con questo gruzzoletto di se abbiamo avviato un percorso di 6 incontri che dalla lana, alla propriocezione corporea, passando per una lezione di semenzaio e stagionalità degli ortaggi, li ha portati a montare il loro orto verticale e quello di acquaponica per la scuola dell’infanzia.


Il foglietto di inizio articolo lo hanno lasciato abbandonato sul tavolo accanto ai recipienti di vetro, pieni d’acqua, che li ha fatti diventare pesci: la freccia che vi dovevano guardare attraverso “sembrava lontana”, “sfuocata”, “srotondata”, “distorta”, dando un effetto specchio…la sinistra diventa destra, il sotto sopra… insomma tutto dipende….se la testa è in una palla.

Non meno deformata deve essere apparsa la realtà quando fasciati, bendati occhi e bocca, legati mani e piedi, si sono dovuti affidare ad un compagno, perchè erano diventati insalate…che comunicavano dove volevano andare, dove volevano essere sistemate, in quale direzione percepivano calore, attraverso micromovimenti delle dita. E’ così che hanno scelto la location nella quale il loro orto in lana è stato poi allestito.
C’è chi ha individuato tutti i caloriferi lungo il tragitto, zigazagando nei bagni che si affacciano sul corridoio, chi invece è andato dritto dritto al finestrone…chi ci ha messo un po’ a disincagliarsi nelle trappole disseminate fra banchi e sedie…come solo un’insalata con grossi problemi di motilità sa fare. Eh sì perchè se l’orto in lana era il prodotto che tutti potevano vedere, condividere una visione diversa del mondo, capire le diverse esigenze di accompagnamento, le diverse potenzialità, era l’obiettivo da seminare.

propriocezione corporea e orto terapia

Ora che hanno imparato a seminare (semi veri), in terra e in lana, a costruirsi un piccolo innaffiatoio con una bottiglietta di plastica (sperimentando l’equilibrio fra pressione dell’aria e resistenza del materiale per una buona innaffiatura…fai da te), preparato il sostrato per una parete verticale in lana vincendo il disgusto per odori e materiali molto rustici… costruito un piccolo impianto idraulico…essere diventati pesci e insalate… be’ ora sono pronti a diventare orto terapisti di se stessi? ve lo raccontiamo nelle prossime puntate….quando piantumeremo e comincerà il prendersi cura.

F. C.

 

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Inizio 1…una scia di profumo e si lascia il vivaio.

Nel pieno dell’inverno un carico importante ha attraversato la provincia. Profumi e sapori alla volta dei Giardini del se… il loro “soffio vitale”.
Non è una questione banale trovare cinquanta piante aromatiche, in buona salute, in pieno inverno. Il vivaio comunicava una certa desolazione. Loro, le nostre, invece, sono raccolte su se stesse ma promettono grandi soddisfazioni.
E’ stato un viaggio lungo, in tre, in fondo, [nel fondo dell’orto-giardino che sembrava un acquario ma in realtà era un’auto (“in realtà” poi…cosa vuol dire?)] un atto poetico.
f.c.

 

 

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21/10 | Visita alla scoperta del percorso Vasca SEB

Presso Parco Tematico Vasca SEB, Località Ruc, Novelle di Sellero

Una visita che, con caschetti ben allacciati, vi condurrà tra condotte forzate e passerelle all’esplorazione dell’ex vasca di carico delle acque, ripercorrendo così il tragitto dell’acqua fino alla sua caduta nella centrale idroelettrica di Cedegolo. Ma l’esplorazione non finisce qui! Tra piante autoctone commestibili, fitodepurative, il progetto del centro di ortoterapia e i progetti di coltivazione in lana, vi accompagneremo alla scoperta delle sperimentazioni di autoproduzione alimentare dell’Associazione Post Industriale Ruralità.

Quando: sabato 21 ottobre, dalle 15:30 alle 17:00
La visita è su prenotazione: si accettano prenotazioni fino alle h19 di venerdì 20 ottobre.

CONTATTI:
Daniela Poetini Cell. 349 792 1873
Francesca Conchieri Cell. 338 385 3762
centro3t@gmail.com
www.coltivareinlana.it
www.postindustriale.it

Il Parco Vasca SEB è l’ex vasca di carico dell’acqua della Società Elettrica Bresciana, usata per alimentare la centrale idroelettrica di Cedegolo, costruita con questa nel 1910. Il sito ha visto un primo intervento di restauro nel 2013, divenendo un parchetto tematico; dal 2016 è in corso lo sviluppo di un allestimento museale che permetta di capire il suo originario funzionamento e di godere di immagini 3D con strumenti ottici (coevi al tempo in cui era in funzione). Dal 2017 un’ultima fase – la nascita di un centro di ortoterapia associato ad un percorso multi-sensoriale – permette di esplorare pozzi e condotte forzate attraverso un sistema di passerelle in legno. La vasca è un luogo suggestivo e incredibile nel quale s’incontrano la passata economia rurale (testimoniata dai terrazzamenti del versante orografico sinistro della media Valle Camonica) e la rivoluzionaria fase industriale (dettata dall’avvento dell’idroelettrico). Essa è oggi anche il cuore di un’economia post-industriale e una nuova funzione culturale e sociale la apre alla cittadinanza.

L’ortoterapia è una co-terapia che aiuta a ristabilire un equilibrio psicofisico e il perseguimento di obiettivi fisici, cognitivi e relazionali. È riconosciuta in tutto il mondo anglofono come terapia per la cura e la riabilitazione di problemi cardio-vascolari, motori e varie tipologie di disturbi psichici e cognitivi. Si noti che il percorso non è interamente accessibile a carrozzine e passeggini.

Inaugurazione dell’allestimento ortoterapico e del percorso esperienziale della Vasca SEB

Sabato 16 settembre ore 10:30
Inaugurazione della I° parte di allestimento del parco
VASCA S.E.B.

> Ortoterapia
> Percorso museale e ambientale
> Multisensorialità

L’ex vasca di accumulo delle acque della Società Elettrica Bresciana è stata investita da un ricco progetto di valorizzazione. Un percorso multisensoriale ed esperienziale porterà alla scoperta della passata funzione del sito, del patrimonio paesaggistico e naturalistico e della sua importanza storica, come tassello della “rivoluzione idroelettrica” avvenuta in Valcamonica all’inizio del ‘900.

Un progetto che si è sviluppato avvalendosi di ricerche d’arte contemporanea e dell’ortoterapia (disciplina che cura la salute attraverso l’orticoltura)  per progettare un reinvestimento fatto di esplorazione, relazione e scoperta.

Un percorso a passerelle vi condurrà nelle condotte forzate, l’allestimento 3D vi farà riscoprire i vostri occhi, quello sonoro darà nuovo valore allo spazio e all’ascolto e la guida botanica vi permetterà di conoscere le specie spontanee insediatesi nel sito. La nascita di un orto-giardino terapeutico vi calerà nel paesaggio come non lo avete mai vissuto…..e in un progetto sociale tutto da scoprire!

Il programma della manifestazione:

In mattinata:
ore 10:30/11:00 con l’Amministrazione Comunale e Associazione P.I.R. presentazione del progetto di allestimento – avvenuto e in procinto di realizzazione- e delle attività 2018;
ore 11:00/12:30 a gruppi sarà possibile effettuare la visita guidata al sito (gratuiita su prenotazione fino a esaurimento posti).

Presso Parco Vasca SEB Loc. RUC. Novelle di Sellero (BS).

Nel pomeriggio:
ore 14:30/15:30 sarà possibile effettuare la visita guidata alle ex fornaci da calce SEFE oggi Centro 3T e all’orto verticale in lana allestito sulla fornace Sud.

Presso Centro 3T Via Scianica 6 Sellero (BS).

In caso di pioggia la manifestazione verrà rimandata a primavera 2018.

Per informazioni

in merito al programma, gli spostamenti tra i siti e il pranzo potete scriverci all’indirizzo centro3t@gmail.com o telefonarci al 348-0068206, 349-7921873
 
 
Un progetto di Associazione Post Industriale Ruralità con la partecipazione di Cooperativa Azzurra, il progetto Ruinascontemporaneas dell’ass. Artegiovane, il sostegno della Fondazione della Comunità Bresciana, il patrocinio del Comune di Sellero.
Un ringraziamento speciale va a tutte le scuole che attraverso le visite guidate hanno permesso il proseguimento dei lavori di ricerca e allestimento. Come raggiungerci

Parco Vasca SEB- Il sito è facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione ferroviaria di Cedegolo con una escursione di 15 minuti. Potete farla in autonomia seguendo i cartelli segnaletici del sentiero Da-a e per chi volesse fare la passeggiata in compagnia, il ritrovo è presso la stazione ferroviaria di Cedegolo alle 10:00.

Centro 3T- Per chi viene dalla provinciale uscita Sellero, al primo semaforo svoltare a sinistra e subito a destra, costeggiare la ferrovia per duecento metri e vi troverete all’ingresso del parco delle fornaci.