“A perdita d’occhio” e Maialonga presso Vasca SEB


Gli appuntamenti dell’estate presso l’orto e percorso esperienza della Vasca SEB di Novelle di Sellero sono state inagurate con la due giorni di “A perdita d’occhio”

La manifestazione, che fa rivivere (e ri-pensa) il luogo grazie a interventi d’arte contemporanea, è stata inaugurata il 20 luglio e vedrà allestite installazioni fino al 30 settembre 2019!
Prossimi appuntamenti sabato 31 agosto con l’apertura delle installazioni di Mme Duplok, Domenico Pievani e il performativo montaggio del modulo abitativo nomade di Mauro Cossu.

Pre la prima classe che si iscriverà sarà possibile a fine settembre accedere gratuitamente a un mini percorso di due incontri introduzione alle opere della esposizione: il primo incontro avverrà a scuola (3 ore), il secondo in visita presso le sedi espositive (Centro 3T-ex fornaci di Sellero e Vasca Seb di Novelle).

Per info chamate il 338-3853762 o scrivento a cspaesaggio@gmail.com

l paesaggio post industriale della Vasca SEB in Valcamonica

l paesaggio post industriale della Vasca SEB in Valcamonica

Idroponica e coltivazione in lana, la stagione riparte con il Mantegna

Progetto T.E.R.R.A. è il contesto nel quale riparte la stagione dei semenzai, dove? all’istituto turistico Alberghiero di Brescia A. Mantegna. Sei classi  e un paio di gruppi interclasse con i quali allestiremo l’orto-giardino idroponico sulla terrazza della biblioteca! Un bellissimo spazio a vetrate che accoglierà le lezioni teoriche. Vi rimandiamo al blog del progetto, curato dal Capofila Nuovi Orizzonti, per conoscere tutta la rete di collaboratori e le attività previste; lo potete raggiungere a questo link.

Ma non è tutto, oggi un modulino acquaponica è stato consegnato alla scuola dell’infanzia di Cogozzo Villa Carcina, una nuova avventura con i bimbi inizierà a fine mese!

Qui un po’ di gallery

La tettoia e l’orticello

Un piccolo aggiornamento di fine estate. La tettoia sostenuta da Fondazione Comunità Bresciana e Enel Cuore è stata montata e verniciata. L’orto sta bene e noi vi aspettiamo a visitarlo e visitarci sabato 1 settembre per un pomeriggio in Vasca! finalmente potendo contare su un po’ di ombra e riparo della possibile pioggia. Prossimo passo il tavolato e la guaina del tetto; già acquistati e in attesa di montaggio.

Poi, ecco il modulino acquaponico allestito a Saviore dell’Adamello. Prende poco sole e qui le temperature sono per buona parte delle giornate da felpa e manica lunga, ma… la conta dei pomodorini è giunta a 24, il basilico lo stiamo tagliando da giugno e i fagiolini sono una decina. Sono andate a seme le 3 piantine di borragine, sostituite con un paio di piantine di peperoncino, sulle quali riponiamo speranze invernali 😛
Ieri lo abbiamo dotato di una struttura in rete metallica (elettrosaldata zincata) per il contenimento della lana, il feltro è lì da 8 mesi e aveva cominciato a cedere ma è in esterno e per ora la struttura non risente minimamente degli agenti atmosferici. Ecco il nuovo look.

Ora ci stiamo informando su lampade e aerazione per l’indoor autunnale. Suggerimenti? hai idee e vuooi partecipare ai nuovi step di progetto? Scrivici! centro3t@gmail.com
A presto!
F. C.

 

  

Una racconto dedicato a noi

Un giorno da Roma ci giunge una telefonata, due giornalisti stanno lavorando a un articolo sui lasciti della manifestazione “The floating piers” in Valcamonica. Di lì a non molto ci vengono a trovare Ylenia Sina e Daniele Nalbone. Nasce così uno scambio che oggi si concretizza in questo racconto di Daniele. Ci fa piacere: vedere gente che si sposta inseguendo una ricerca; vedere che qualcuno sa  investire tempo, energie e denaro in una esplorazione del territorio e delle idee; entrare in relazione con un nuovo contesto culturale che come ogni contesto è lontano e vicino allo stesso tempo quando si creano dei legami. E poi…c’è che l’Atlante di Economia Circolare al quale Daniele ci ha chiesto di aderire è pieno di storie molto interessanti.

Dunque se avete voglia e vi fa piacere votateci, ma soprattutto prendetevi il tempo di partire alla scoperta di una parte di paese che se lo merita tutto!

Cliccate sul banner dell’articlo qui sotto e …buona lettura.

F. C.

Salva

Salva

Salva

Dopo i ritiri di fine anno

Dopo aver ritirato i moduli alla fine dell’anno scolastico, a quasi un mese dalla conclusione degli incontri di orto terapia con gli studenti, ecco qualche considerazione.

  1. Lavorare con le mani, la terra e la lana si riconferma un’attività altamente… destabilizzante. Mette in una situazione inedita e le relazioni, così come l’autodeterminazione dei singoli alunni, vengono messe profondamente in discussione.
    Per i ragazzi è un modo di confrontarsi con la propria manualità facendo esprimere chi normalmente, in un lavoro di classe più cognitivo, resta ai margini. Ma non solo. L’odore forte della lana, le sensazioni tattili e – chiamiamolo così- “lo sporco” che un laboratorio come questo comportano, costringono a confrontarsi e scontrarsi con gli status symbol, l’autorappresentazione, i ruoli, le visioni del contesto scolastico, consolidati.  D’altra parte collaborare in questi laboratori è necessario, per i tempi stretti che dettiamo (necessari affinchè l’urgenza della finalizzazione chiami tutti a darsi da fare assumendosi la responsabilità del risultato); il peso dei materiali (che non tutti sono in grado di sopportare); l’altezza necessaria a montare questa o quella parte strutturale (che non tutti hanno); la manualità fine o la forza che richiede più persone ben affiatate. Ogni gruppo deve trovare il modo di aiutarsi e condurre in porto la parte del lavoro assegnata, indispensabile per proseguire e non vedere morire tutto (il proprio semenzaio o orto).
    Così abbiamo assistito a ragazze che si sono appassionate all’idraulica, ragazzi con problemi relazionali che hanno coordinato i lavori, altri che hanno parlato di tradizioni di paesi lontani e tradotto in un’altra lingua (la loro d’origine), i termini dei laboratori, gruppi classe che hanno saputo fare tanto e bene in poco tempo grazie ad un riuscito lavoro di squadra. Ma l’impatto non è sempre dei più semplici.
  2. I laboratori nelle scuole secondarie di primo grado hanno rivelato che  l’impegno quotidiano necessario per la cura di una pianta non è per tutti: non tutte le scuole hanno spazi, situazioni e tempistiche che lo permettono. Ma nonostante fosse impegnativo e non sempre gratificante, molte delle classi hanno adottato il modulo con passione. Hanno curato il semenzaio prima e l’orto verticale dopo; hanno espresso capacità organizzativa per creare turni al fine di irrigare più volte al giorno e, in qualche caso anche manifestato un bellissimo spirito d’intraprendenza. Qualche classe ha chiesto la possibilità di rientro a scuola nei giorni festivi per dare da bere alle loro piante; dialogare con altre strutture, come le case di riposo, per il trasferimento e adozione del modulo per il periodo estivo; e addirittura c’è un’insegnante che si sta sperimentando nella loro sua gestione domestica. Non meno interessanti sono le tante presentazioni che i ragazzi hanno creato per raccontare, fuori dalla scuola quanto hanno fatto. Ognuna con un taglio e visione differente.
  3. I moduli acquaponici hanno avuto tutta una serie di problemi tecnici dati soprattutto dall’indoor: collocare all’interno i moduli ha portato molte nuove necessità. L’areazione e la luce sono le principali, le nuove consapevolezze ci porteranno a una studio molto più attento del contesto nel quale verranno collocati in futuro. Trasferiti in esterno, in un contesto arieggiato, sono rinati. RIngraziamo enormemente le scuole dell’infanzia che hanno avuto la pazienza e costanza di seguire la sperimentazione facendo considerazioni che ci sono state preziose.

Ora stiamo lavorando a un libretto di istruzioni che prepareremo nel corso dell’autunno e a nuovi allestimenti che integrino strategie di inclusione più mirate alle varie problematiche e contesti.

Qualche riga è giusto dedicarla al centro di orto terapia presso la Vasca SEB che non ha solo un nuovo allestimento sonoro per il percorso multisensoriale, ma quest’anno ha una prosa in più e a giorni sarà montata la nuova tettoia.

I prossimo articolo? sicuramente dedicato all’orto verticale del Centro 3T che quest’anno compie 5 anni!
A presto
Francesca C.

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Bienno ai giardini…ToT

Un articolo scritto da 1°A 1°B e 1°C IC Romanino di Bienno

(ToT) vuol dire che sto piangendo perchè siamo troppo disubbidienti…si poteva intuire…

Quando la scuola secondaria G. Romanino è andata a Sellero per visitare i giardini del SE ha fatto un tuffo nel passato oltre che nell’acqua…perchè??? La ragione è che a Sellero c’era la vasca di accumulo di una centrale idroelettrica. Appena arrivati abbiamo fatto una lunga camminata per vedere le tubature dell’acqua, nelle quali eravamo entrati, nei posti più sperduti…e sempre in tema acqua…

1'B di Bienno a Sellero
la protezione prima di tutto 🙂

visita alla vasca SEB

Un acquazzone ci ha accompagnato fino al museo “Tre torri”.

Ehi voi, compagni, cosa avete fatto in questa giornata acquosa???

Abbiamo visto un power point creato dalla professoressa Moreschi, parlante della costruzione dell’orto verticale posizionato nell’aula di scienze della scuola secondaria di Bienno…la classe che ha collaborato di più è la 1’B.

Poi abbiamo proseguito  il tour con un tuffo nel passato delle fornaci con l’ aiuto degli stereoscopi. Gli stereoscopi sono degli strumenti che servono per sovrappore due immagini come fossero una sola.

foto di una bambina con in mano uno stereoscopio.

Con l’ausilio di questi strumenti abbiamo rivissuto il passato della fabbrica, come quando spostavano la calce e il carbone dalle montagne fino alle fabbriche. Con la teleferica portavano il materiale, il calcare della Concarena formatosi con i resti dei fondali marini nella preistoria.

Presso il Centro 3t abbiamo fatto anche un laboratorio sull’energia: prima abbiamo realizzato un piccolo modello della famosissima pila di Volta utilizzando dei semplici materiali quali un pezzo di sughero, uno stuzzicadente, anelli di rame e zinco e della carta imbevuta col succo di limone.

pila di Volta

ciao a tutti alla prossima puntata…….

 

Idroponica prima…con Mantegna

Certo, che Andrea Mantegna sia nato prima di Romanino è un dato inequivocabile… eppure quando il primo morì, a Mantova, il secondo, a Brescia, era già in piena maturità, un ventunenne pronto a esordire! E così anche per noi l’IC Romanino di Bienno è stata una collaborazione “matura”, preparata grazie ad un percorso pregresso, avvenuto all’interno dell’Istituto turistico alberghiero Mantegna di Brescia. Ma che cosa c’entra? il Rinascimento c’entra sempre! lavoriamo con il ciclo naturale o no?

Dunque c’è tutta una storia da raccontare, che “I giardini del se” hanno ereditato e …coltivano. Cerchiamo di rendergli giustizia.
I compagni di lavoro e sperimentazione sono i ragazzi del laboratorio degli apprendimenti; la location, per essere in città, davvero invidiabile: un orto con serra in area bonificata dai lasciti della Caffaro.
L’istituto accoglie con la targa “nulla ti mancherà se hai un giardino accanto alla biblioteca” e a noi non manca proprio niente.

La collaborazione fra l’associazione P.I.R. e l’istituto è partita grazie a Fondazione Cariplo (il tirocinio del nostro corso da ortoterapisti), e proseguito con il sostegno di Fondazione della Comunità Bresciana, in collaborazione con Cooperativa Azzurra.
L’obiettivo è avviare percorsi di orientamento e occupazionalità di studenti con Bisogni Educativi Speciali. Il sogno futuristico/futuribile? una piccola squadra di operatori che gestiscano gli orti didattici nel periodo estivo. Di questi orti, alcuni in esterni esisto già nelle scuole della provincia, mentre quelli in interni stanno nascendo ora, sotto il nome di “Giardini del se”, con l’aiuto di Enel Cuore Onlus. Una cordata di enti che ci ha sorretti in un cammino che comincia a essere percorso.

Un gruppo di utenti della cooperativa, dopo una serie di incontri durante i quali hanno lavorato con noi alla nascita del centro di orto terapia di Sellero, ci aiutano – in una dinamica peer to peer- con i ragazzi dell’istituto. Ci  accompagnano nel lavoro con il mondo vegetale cercando di acquisire nuove abilità e consapevolezze.
Ma d’inverno, l’orto terapia ha un problema …condiviso da pianura e montagna: il freddo. Ecco perchè abbiamo lavorato alla nascita dei moduli per la coltivazione indoor.
Quelli dell’Istituti Mantegna hanno anche trovato uno sponsor, la ditta Prisma Srl.


Ormai ci incontriamo più o meno ogni due settimane, affrontando insieme momenti legati alla manutenzione: capire e far fronte alla continua trasformazione che gli esseri viventi – dei quali sono custodi i nostri apprendisti operatori del verde – compiono.

E se in questo percorso, più declinato all’occupazionalità, non si può parlare in modo specifico di orto terapia, sicuramente un aspetto emerge come preminente, quello relazionale. Una sperimentazione che guarda alla creazione di soluzioni per convivere con i limiti che lo stare al mondo ci impone, tentando incontri inediti: la lana con i vegetali, l’indoor scolastico con l’agricoltura, la città con i pastori….l’arte con l’orticoltura.

F. C.

Inizio 1…una scia di profumo e si lascia il vivaio.

Nel pieno dell’inverno un carico importante ha attraversato la provincia. Profumi e sapori alla volta dei Giardini del se… il loro “soffio vitale”.
Non è una questione banale trovare cinquanta piante aromatiche, in buona salute, in pieno inverno. Il vivaio comunicava una certa desolazione. Loro, le nostre, invece, sono raccolte su se stesse ma promettono grandi soddisfazioni.
E’ stato un viaggio lungo, in tre, in fondo, [nel fondo dell’orto-giardino che sembrava un acquario ma in realtà era un’auto (“in realtà” poi…cosa vuol dire?)] un atto poetico.
f.c.

 

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Orto giardino verticale in lana 2017

Prima pubblicazione dell’estate sull’andamento della coltura idroponica in lana del Centro 3T. Come ogni anno l’installazione è stata piantumata, come ogni anno si rinnova la meraviglia…e il sabato è visitabile gratuitamente.