ORTO IN LANA bello, buono e terapeutico

Percorso di formazione

L’associazione Post Industriale Ruralità dopo quattro anni di ricerche, studi ed esperienze, condivise con scuole e gruppi di persone normo abili e portatrici di diverse disabilità, propone i propri moduli di coltivazione verticale in lana. Pratiche per l’uso della lana in orticoltura per una maggiore produttività dell’orto e un suo uso terapeutico.

La cura del verde e l’uso di questa fibra naturale si incontrano per abilitare a nuove capacità e ri-abilitare ad un rinnovato equilibrio psico-fisico seguendo i principi dell’orto terapia.

I cinque incontri del percorso formativo, gratuiti e a numero chiuso, hanno lo scopo di avvicinare a tali pratiche creando un gruppo di operatori capaci di
affiancare l’associazione, o semplicemente dare alle persone le competenze necessarie per applicarle ad uso privato. Si può partecipare anche al singolo incontro.

18.02 – “L’orto-terapia, cos’è, con chi e come si pratica?”

25.02 – “Obiettivi e attività di un progetto orto terapeutico: il percorso d’allestimento multisensoriale e orto-terapico per la Vasca S.E.B.”.

15.04 – “Le tecniche di manipolazione della lana a scopo orti-colturale e orto terapico”

27.05 – Inaugurazione annuale dell’orto verticale del Centro 3T e “Partiture tese II” Concerto per lana e orto verticale di Mauro Cossu presso Centro 3T.

24.06 – “Incontro con il florovivaismo e l’acquaponica”

Scarica la locandina con il programma completo:

Ortoterapia in lana flyer

Per informazioni e iscrizioni:
Francesca 338.3853762 francesca@postindustriale.it
Ass. Post Industriale Ruralità centro3t@gmail.com

 

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Una risposta a “ORTO IN LANA bello, buono e terapeutico”

  1. Altro da me mi siedo Lo specchio non mi sorprende piщ Conto i capelli bianchi E mi addormento E poi sogno gli anni in cui Portavo capelli corti per praticitа E mia madre lavorava la lana al telaio E rideva del mio sonno bambino E il sabato c’era brodo di carne E pane di fascine Le comiche alla televisione E si giocava per ore A fare i grandi Fingendo di guidare auto potenti Ed io ero sempre il passeggero di qualcuno Magari и per questo che non ho mai preso la patente. Altro da me io sono il mio dolore Condensato in respiro gelato Quanto tempo e non sembra ancora vero Quando dissero:la bambina non vede bene Ha bisogno di occhiali invece era la dislessia Che non mi faceva leggere le letture del sabato Nй scrivere il mio nome senza errori E giorni e mesi di umiliazioni Poi l’aiuto disperato e matto di un’ insegnante Giovane e buona e la disponibilitа della mia mamma A lasciarmi a scuola fuori orario Perchй da questa figli stramba uscisse qualcosa di buono. Altro da me io scrivo per due tre lettori appassionati E li porto nel cuore Sulla mia testa sono corona. Ormai lo sai ogni mia parola и tua, raccolgo immagini nella memoria sperando che mai il vento spazzi via tutto. Chissа magari avremmo potuto scrivere insieme un discorso sull’infinito o semplicemente guardare le bambine giocare al sole,e forse avremmo riso io e te del tempo che passa e fa strage di noi, dei giorni dei mesi e degli anni che si portano via lentamente la vita. E no,che non c’и stata l’ora, il giorno l’anno necessario per dirsi tutto e poi voltarsi indietro cercando di vedere la strada fatta e presagire, la strada da fare.

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